H B OPERE BREVI

Volume XXXIII

Marina Cvetaeva

Mia madre e la musica

A cura di Claudia Zonghetti
Quattro immagini applicate a mano

Euro 32,00 - pp. 128 - Tiratura 400 copie -
Carta Tatami - Sovraccopertina carta cotone Alcantara di Sicilia
caratteri Baskerville corpo 11
formato cm 15 x 15

Copertina

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Quando invece di Aleksandr, figlio maschio desiderato, rivendicato, quasi precettato, nacqui solo e soltanto io, mia madre ricacciò impermalita un sospiro e disse: « Almeno avremo una musicista »

Spinta assai precocemente da una madre pianista carica di aspettative, Marina Cvetaeva trascorre i primi anni di vita a cimentarsi nello studio del pianoforte. Vi si applica con impegno e curiosità, anche se gli esiti non sono appaganti, tra il timore infantile per i tasti – « denti enormi in un’enorme bocca fredda » – e l’insofferenza per il metronomo, ma non manca il fascino esercitato su di lei dalle note e dallo spartito, come il piacere che prova nel tracciare con grazia una chiave di violino sul pentagramma – « la sensazione di posare un cigno sui fili di un telegrafo ».
L’ostinato desiderio materno di educarla da piccola alla pratica della musica, che pure ama, è destinato a non dare i frutti sperati, ma con il passare degli anni, scrive Cvetaeva, e « dopo una madre simile », così accanitamente devota alla bellezza, « soltanto una cosa mi restava: diventare poeta ». Un modo alternativo per dare espressione, crescendo, a quella immensa passione ricevuta in dono che altrimenti l’avrebbe soffocata: scegliere di suonare, e con ben altro talento, la musica dei versi.


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